CAT | Civiltà e Bene Comune
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L’acqua se ne fotte dei condoni
0 Comments | Posted by angelochiello in Civiltà e Bene Comune, Politica
Uno dei tanti proverbi che recita mia madre fa’: “Acqua e foco racci locu” (Fai spazio all’acqua ed al fuoco).
Per troppo tempo abbiamo disboscato, arginato, costruito, appropriato di terre ed acque che una volta erano rigogliose in terra di Sicilia. Adesso la natura se li ripiglia indietro.
Sono solidale con gli sfollati dei San Fratello oggi e Giampilieri ieri. Tuttavia va fatta una considerazione: negli anni passati gli abusi edilizi hanno consentito a parecchie di queste persone sfollate oggi di costruire dove non era lecito farlo. Questo è stato possibile perché i vari politicanti raccattavano (raccattano?) voti con i vari condoni. “Tranquillo.. costruisci che poi ci pensiamo noi”. Oggi ne pagano il fio.
L’acqua se ne fotte dei condoni!
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C’è un limite alla vergogna?
0 Comments | Posted by angelochiello in Civiltà e Bene Comune, Politica
C’è un limite alla vergogna che si può provare per essere cittadino di un Paese?
C’è un limite alla scuse che un cittadino di questa Nazione può fare ai restanti cittadini della Terra per dire: “Vi giuro, non è colpa mia!”.
Non so come si possa giustificare il massacro di 1000 persone (di cui 300 bambini ho sentito per radio) e subito dopo andare dall’altra parte e dire praticamente l’esatto opposto.
Ritornando alle domande di prima credo che non c’è limite alla vergogna che si può provare ma ci sia un limite alle scuse che il mondo può ascoltare prima di stancarsi e considerarci in massa alla stessa stregua di scimmie incapaci di comprendere anche che il mettere una X su un simbolo non è solo l’azione in se ma riguarda il futuro, la dignità e integrità morale di una Nazione intera.
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“Cammarata è un curnutu!”
0 Comments | Posted by angelochiello in Civiltà e Bene Comune, Politica
“Cammarata è un curnutu!” Molto spesso questa è la maldicenza che parecchi miei concittadini dicono quando vedono la loro città in ginocchio sommersa dai rifiuti.
La frase non è usata nel termine strettamente letterale ma con un significato di più ampio respiro che sta per “è un farabbutto” o piuttosto nel caso specifico “è un incapace”. Effettivamente pensare che sia un incapace è abbastanza lecito: basta guardarsi attorno mentre si è per strada a Palermo.
Tuttavia i miei concittadini, o sicuramente buona parte di essi, dovrebbero darsi del “curnutu” da soli dato che più della metà di loro lo hanno messo nel posto che ricopre. Forse in parecchi dovrebbero darselo anche due volte visto che non contenti dei cinque anni di incapacità lo hanno rieletto per la seconda volta. Tra coloro che non possono auto-insultarsi per averlo votato ci sarà senz’altro qualcuno che proprio in questo periodo di emergenza ha giustappunto deciso di cambiare mobilio e buttare il vecchio negli stracolmi cassonetti. Addirittura tra questi anche qualcuno che ha deciso di cambiare scooter e non sapendo che farsene di quello vecchio ha deciso che “mal comune mezzo gaudio”.. u jccò nna munnizza.

Carcassa di scooter tra i comuni rifiuti
