CAT | Comunicazioni e Telefonia
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Dare a Telecom quel che è di Telecom
0 Comments | Posted by angelochiello in Comunicazioni e Telefonia
Questa storia inizia a Settembre 2009 quando mi accorsi che in ufficio Fastweb ci dava per internet 1.5Mbps: in pratica si tornava indietro al 2005 quando Telecom decise di passare tutti i clienti ADSL alla stratosferica velocità di 1.2Mbps.
Per una azienda che si occupa di informatica, 1.5Mbps non sono assolutamente sufficienti. Così decidiamo di passare ad altro operatore. Nella fattispecie scelgo Tiscali, che sembra essere dinamica e con offerte interessanti. Il percorso inizia a fine Ottobre.
Il 21 Dicembre 2009, Fastweb ci stacca la linea. Da allora a tutt’oggi siamo senza servizi voce e dati.
Chiamo Tiscali numerosissime volte nel corso di questi giorni ma in pratica non sortisce alcun effetto se non quello di farmi incazzare all’inverosimile. Un operatore (matricola 7143) mi dice che è colpa di Telecom; dico lui che tanto vale ritornare in Telecom e questo con tutta la flemma mi dice che sarebbe la cosa migliore.
Così facciamo! Il 4 Gennaio richiediamo a Telecom l’attivazione di una nuova linea. Appuntamento fissato per l’11 Gennaio.
Al giorno fissato arriva il tecnico di Telecom che ci dice: “Ma questo non è il numero civico 74 come scritto sul mio ordine di lavoro. Questo è il 51 e io non posso fare nulla. Arrivederci!“. Chiamo il customer care di Telecom e modifico il 74, che era la particella catastale – che io ho detto in fase di ordinativo, ma la tipa non poteva assolutamente cambiare.
Poco fa mi è arrivato un SMS con il quale Telecom fissa un appuntamento per il 18 Gennaio: 7 giorni dopo il primo, per un numero civico errato.
La morale della storia, a questo punto, non so qual’è. Potrebbe essere “1.5Mbps sono meglio di niente” oppure “Sei pazzo se passi a Tiscali” oppure “Telecom è sempre Telecom ma attenzione al civico“. Forse la morale giusta è: “Vuoi fare impresa in Italia? Stai a letto a dormire: guadagni di più a mendicare!“
Cara Vodafone,
ieri sono stato contattato da una gentilissima signorina per tentare il “Client retention” dato che ho trasferito i miei 3 numeri Vodafone verso un altro operatore. La tua collaboratrice ha chiamato solo per 2 di questi 3, tentando di farmi cambiare idea offrendomi 6 mesi per parlare gratis tra i 3 numeri, mentre l’altro operatore “dice” che è per sempre, poi mi ha offerto una tariffa a 12 centesimi per 1 anno.. e dopo? Insomma.. la signorina ha tentato, ma tu non mi volevi davvero tenere, speravi che non sapvo fare 2+2, pigliarmi in giro per 6 mesi e sperare che non me ne accorgessi.
Poco fa mi chiama un’altra signorina per il terzo numero; questa non era tanto gentile perché mi ha detto: “non le ho telefonato per polemizzare, mi deve dire solo si o no”. Ma cara Vodafone, mi prendi in giro? Che mi fai i dispetti? Ma che pensi che la rete di telefonia mobile in Italia l’avete solo tu e tua sorella TIM? Vi hanno pure multato perché siete state cattive.. si lo so.. solo 500 mila.. che sono per voi? Li guadagnate in 2 ore. Ed io che ti avevo scelto per la coerenza.. vedi come si ripone male la fiducia in certe aziende.
A proposito di azienda, sai cosa ho pensato? Che adesso mi passo all’altro operatore pure il contratto aziendale altri 4 numeri persi, tra l’altro così mia moglie mi chiama gratis.
Ma dimmi un po’: ma ti è convenuto cambiare la tariffa a mio padre (una scheda talmente vecchia che non era neppure abilitata agli sms), togliere quella bella opzione a mia moglie e mia suocera e farmi fare la telefonata della signorina indispettita?
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La prima pappa nel 2009
0 Comments | Posted by angelochiello in Comunicazioni e Telefonia, Famiglia, Internet
Quando ero piccolo io, all’età di Tommaso intendo, non si facevano tante storie e la mia prima pappa sarà passata condivisa tra i miei genitori e forse qualcuno presente in quel momento.
La prima pappa di Tommaso, invece, è stato un mezzo evento mediatico: mentre io scattavo le foto e facevo il video, mia sorella era collegata in video con Skype e via audio (cellulare) con mia madre; presenti all’evento dal vivo i miei suoceri.
Mi sorprendo spesso del modo osceno in cui i ragazzi giovani usano il cellulare e riprendano qualsiasi cosa.. ma visto quello che io ho fatto per una semplice prima pappa, l’attenzione “mediatica” cui ho sottoposto mio figlio, forse dovrei essere l’ultimo a sorprendermi.
Mah! Rimango perplesso sul modo in cui farò capire al piccolo Tommaso che rientrare in quella scatola non è la vita reale ma solo un rettangolo di finzione. Ci riuscirò?
