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set/09

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Tempo di autocritica

Ho mandato la seguente mail al Direttore del giornale “la Repubblica”.

Esimio Direttore,
non sono un elettore dell’attuale Presidente del Consiglio. Tutt’altro.

Avete raccolto 200 mila firme per la libertà di stampa. Questo a seguito della denuncia per diffamazione.
Tuttavia mi piacerebbe che fosse fatta da parte di tutti gli organi di
informazione e dai giornalisti stessi un po di autocritica.
L’informazione italiana è praticamente tutta scandalistica. Non esiste
più l’inchiesta. E ritengo opportuno immaginarmi che tacete per fare
contento l’uno o altro.

Vuole davvero la libertà di stampa? La persegua. Invece di firmare
appelli, lasci i giornalisti firmare articoli. Articoli dove si
racconti la notizia; articoli dove si faccia inchiesta e
approfondimento; articoli dove si possa leggere la verità e non una
vaga e distorta approssimazione di ciò che la notizia diventa dopo i
tanti filtri che deve superare.

Distinti saluti,
Angelo Chiello

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Orfano di Sky, stamattina durante la colazione guardavo RaiNews24.

Corradino Mineo parlava delle stragi di mafia del 1992 e di questo famigerato accordo tra Stato e mafia. In collegamento da Torino Gian Carlo Caselli.

Mineo pone questa domanda a Caselli: “Come poteva non sapere di questo accordo tra Stato e mafia proprio mentre lei prendeva le redini della Procura di Palermo?”.

Signor Mineo: ora, la domanda così formulata è abbastanza accusatoria nei confronti del Signor Caselli. E’ stato come dire: “Ma come, lei era il Procuratore della Rupubblica e non sapeva di  questo accordo come ha detto il Signor Riina?”.

Già perché Riina e Caselli hanno la stessa reputazione. Perché un acclamato mafioso stragista pluriomicida ha la stessa reputazione di un ex Procuratore della Repubblica che si è fatto trasferire alla Procura di Palermo durante quegli anni bui quando nessuno voleva andare perché si scantavano di saltare in aria.

I giornalisti italiani (generalizzo perché i distinguo sono davvero troppo pochi) sono davvero il peggiore dei mali di questo Paese. E se un giornalista straniero pone delle domande ad un ministro si piglia pure del “testa di cazzo”.

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Qualche giorno fa Sky Tg24 ha mandato in onda delle intercettazioni ambientali eseguite dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta. Avevano piazzato dei microfoni in un’auto che poi è stata usata per un agguato. Si sentono chiaccherare i killer poco prima dell’agguato, poi una volta in prossimità della vittima entrare in azione. Da quel momento si sentono solo colpi di arma da fuoco.

Devo essere sincero: mi si è accopponata la pelle. Non era un film, effetti speciali, mortaretti. Quelli erano proiettili esplosi da un’arma da fuoco da un essere umano rivolti verso un’altro essere umano.

Alla fine dell’agguato si senteuno dei killer dire all’altro: “Iammeci a pigliare o’ccafé”.

L’ultilità delle intercettazioni è indubbia. Tuttavia qualcuno ne vuole limitare l’uso perché i giudici hanno troppa mano libera ed è meglio frenarli un pò (chiaramente non in casi come quello sopra citato). Questi tipi CI vogliono proteggere perché non è giusto che la vita dei cittadini possa essere spiata e messa in piazza sui giornali.

A parte che se qualcuno mi intercettasse e se poi un giornalista pubblicasse le mi telefonate verrebbe preso a calci in culo, non mi pare che molti cittadini siano intercettati. Semmai questi che CI vogliono difendere hanno solo voglia di fare i loro trafficucci senza spremersi neppure le meningi su come non essere intercettati.

In effetti oggigiorno è una vera scocciatura fare il malaffare.

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