Oggi è la festa della repubblica che in altri tempi avrei scritto con la “R”. Ma di maiuscolo non c’è più nulla in questa repubblica, nulla di positivo.
Governo inefficiente e bugiardo. Parlamento esautorato. Opposizione meno che nulla. Politici ruffiani, “arraffini”, arrivisti ed ignoranti. E devo dire che sono degni rappresentanti di un popolo che è altrettanto ruffiano, “arraffino”, arrivista ed ignorante.
Facciamo tanto i fichi quando citiamo lo Zimbabwe. Ma siamo così sicuri che quella Nazione è peggiore della nostra?
Ogni anno, il 2 giugno, mi sono sempre sentito parte di qualcosa, mi sono sempre sentito Italiano e rappresentato dal Capo dello Stato, dal Tricolore e dall’Inno di Mameli che mi ha fatto sempre venire i brividi. Brividi che da orgoglio patriottico si sono trasformati in brividi di freddo al solo pensiero di essere rappresentato dal capo dello stato, dal tricolore e dall’inno di Mameli.
Mai come adesso vorrei tanto essere nato in un altro posto. In un Paese che quanto meno abbia orgoglio di se. In un Paese dove di tanto in tanto, specie nei momenti di difficoltà, tutti remano dalla stessa parte e i distinguo diventano un coro. Il coro di una Nazione.
Oggi non è festa. Forse è appena vacanza. Vacanza della Nazione che un tempo mi portavo dentro e che ora ha solo lasciato un vuoto che non è possibile colmare.
La storia è di quelle classiche: una tipa di Hachette Fascicoli chiama a casa e parlando con mia moglie le propone una fantastica offerta per l’acquisto di libri per bambini. L’offerta consiste nell’invio di due volumi di favole della Disney gratuiti più un raccoglitore e due volumi a €4,90 cadauno più le immancabili spese di spedizione a €2,90 per un totale di (attenzione!) €12,70. Se la cosa non ci piace, ci teniamo il raccoglitore e le due favole in omaggio e tante grazie, altrimenti continueranno a mandare due volumi al mese fino a che non gli si dice basta. Tutto molto chiaro.
Le favole arrivano, il prodotto ci piace e decidiamo di acquistare. Solo che l’appuntamento mensile con il bollettino postale mi atterrisce quindi mi collego al loro sito web e scopro che si può pagare anche da web. Ottimo! Il prodotto perfetto. Se non che incappo nell’offerta dello stesso prodotto sul web.
Qui avviene la moltiplicazione dei pani e dei pesci. I volumi totalmente gratuiti non sono più due bensì sei con l’invio delle due favole mensili a €4,90 cadauna più le immancabili spese di spedizione a €2,60 per un totale di €12,40. Si sa, dal web le spese di spedizione costano meno o almeno per Hachette è così.
Provvedo ad inviare email al servizio clienti chiedendo di aderire all’offerta web. Si sa, le email arrivano subito o per lo meno a me arrivano subito e quindi quasi subito le leggo. Ma per Hachette le così saranno diverse e le email funzioneranno come le lettere tradizionali per cui scrivo giovedì 27 Maggio alle 15.30 e mi rispondono lunedì 31 alle 14.30. La risposta diceva: “La informiamo che in base ai periodi promozionali possono trovarsi offerte o proposte differenti, è per questo motivo che le è stata fatta un’offerta piuttosto di un’altra“.
Non so perché mi hanno risposto così ma a me non è sembrato poi così sconveniente annullare la prima proposta, aderire alla seconda, inviare i volumi, tenermi i due che ho già più il raccoglitore e riceverò altri sei volumi gratis, l’orologio del Re Leone e poi pagherò i restanti volumi persino 30 centesimi in meno del “periodo promozionale” precedente. Mi pare che ci ho guadagnato. Loro mi pare che di netto ci hanno perso i due volumi ed il raccoglitore oltre che l’opportunità di fare bella figura con un cliente che li ha sorpresi a fare offerte favolose per telefono tranne poi offrire molto di più altrove.
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Sunday sunny Sunday
0 Comments | Posted by angelochiello in Famiglia, Personale, Tempo libero
Non vivo nel Nord Irlanda ma a Palermo e, di questi tempi, le domeniche sono assolate e poco sanguinose.
Abbiamo deciso di passare una domenica fuori casa dato che il campionato di calcio è finito e si sa che le domenica vanno santificate alla stadio o davanti la tv. Il programma ha previsto pranzo e poi giro a Monte Pellegrino e, relativamente al traffico, giro al World Festival.
Il ristorante che abbiamo scelto è “il Capricetto“. La scelte è ivi ricaduta perché dato il periodo di comunioni e cresime è quasi impossibile trovare un locale non invaso e poi avevamo voglia di stare all’aperto è così è stato: abbiamo pranzato sulla terrazza a pochi metri dal mare; soffiava una lieve brezza di mare e sotto l’ombrellone si stava splendidamente. Come previsto gli ospiti erano pochi e c’erano solo le chiacchiere sommesse di altri clienti ed a parte 20 minuti del cocktail dell’immancabile prima comunione siamo stati davvero nella pace e mio figlio ha avuto campo libero nello scorrazzare in giro.
Quello che ho ordinato io:
- Cocktail di gamberi
- Ravioli ripieni all’aragosta in salsa di aragosta e gamberi
- Grigliata di spada, gamberoni e calamaro
- Insalata verde
- Caffè
- Un bicchiere di chardonnay bianco
Quello che ha ordinato mia moglie:
- Salmone e spada affumicati
- Spaghetti ai ricci
- Fritto di gamberoni e calamaro
- Patate al forno
- Cantalupo
- Caffè
- Un bicchiere di chardonnay bianco
Luculliano è il termine che è corretto usare. Tutto molto buono, cotto al punto giusto e non siamo mai stati incalzati con i piatti serviti uno dietro l’altro stile mensa. Considerata la qualità del cibo, il posto e la quantità di gente il prezzo è stato onesto anche se è l’equivalente di un ottavo del mio stipendio. Dato che l’ultima volta che ci siamo concessi un tale privilegio è stato più di due anni fa ora sappiamo che per i prossimi due anni mangeremo fuori solo qualche pizza.
Finito il pranzo siamo saliti su Monte Pellegrino. Siamo saliti dalla lunga serie di tornanti dal lato sud/est. Questi tornanti permettono di poter ammirare la vista mozzafiato del Golfo di Palermo. Mozza il fiato anche se non è la prima volta che la vedi. Passato il Santuario siamo arrivati fin su da dove si può vedere il golfo lato est e Mondello a nord. La statua della Santuzza tale vista se la gode tutti i giorni.
Scendiamo per il lato Mondello: anche li la vista è da mozzare il fiato soprattutto quando si vedono i casermoni dello Zen e sullo sfondo le ville alberate e verdi di Mondello e Pallavicino nonché le case abusive di pizzo sella. Per fortuna non ci manca nulla: vista del mare, ville splendide e casermoni di case popolari.
Arrivati all’incrocio con viale Margherita di Savoia il traffico in lontananza di Mondello mi fa pendere per il ritorno a casa cassando il WF. Entriamo alla Favorita e decido di scendere alla palazzina cinese ma il cancello è chiuso presidiato da un manipolo di pulle che non vedendo mia moglie dietro col bambino si fanno audaci. Peccato.. torniamo indietro, ma alla palazzina cinese prima o poi ci vado.
Passo da via della Libertà e vedendo sbarrato l’incrocio con via Notarbartolo penso che 18 anni fa la domenica non era assolata ma la “Sunday bloody Sunday” degli U2.
Torniamo a casa e concludiamo il nostro giro. Domani è lunedì e bisogna alzarsi presto.. c’è il finale di Lost!
