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Oggi è la festa della repubblica che in altri tempi avrei scritto con la “R”. Ma di maiuscolo non c’è più nulla in questa repubblica, nulla di positivo.
Governo inefficiente e bugiardo. Parlamento esautorato. Opposizione meno che nulla. Politici ruffiani, “arraffini”, arrivisti ed ignoranti. E devo dire che sono degni rappresentanti di un popolo che è altrettanto ruffiano, “arraffino”, arrivista ed ignorante.
Facciamo tanto i fichi quando citiamo lo Zimbabwe. Ma siamo così sicuri che quella Nazione è peggiore della nostra?
Ogni anno, il 2 giugno, mi sono sempre sentito parte di qualcosa, mi sono sempre sentito Italiano e rappresentato dal Capo dello Stato, dal Tricolore e dall’Inno di Mameli che mi ha fatto sempre venire i brividi. Brividi che da orgoglio patriottico si sono trasformati in brividi di freddo al solo pensiero di essere rappresentato dal capo dello stato, dal tricolore e dall’inno di Mameli.
Mai come adesso vorrei tanto essere nato in un altro posto. In un Paese che quanto meno abbia orgoglio di se. In un Paese dove di tanto in tanto, specie nei momenti di difficoltà, tutti remano dalla stessa parte e i distinguo diventano un coro. Il coro di una Nazione.
Oggi non è festa. Forse è appena vacanza. Vacanza della Nazione che un tempo mi portavo dentro e che ora ha solo lasciato un vuoto che non è possibile colmare.
2 Giugno: Festa della Repubblica.
Ogni anno guardo la parata in tv, dall’inizio alla fine. Questo Paese mi rende orgoglioso così poche volte, il 2 Giugno è in genere il momento topico nel quale riesco ad amare ancora l’Italia.
Solo che quest’anno è stata un’altra occasione per perdere la pasienza. Quando inizia la diretta il Presidente della Camera è già lì, quello della Corte Costituzionale, arriva il Presidente del Senato, ci sono quasi tutti in attesa del Presidente della Repubblica. Arriva, scende assieme al Ministro della Difesa, saluta tutti, si mette al suo posto, inizia l’inno nazionale. La brillante giornalista ci parla sopra, bestemio, poi si rende conto della minchiata, allora indifferentemente dice: “Ecco l’inno”. DEFICENTE! Ma che bisogno c’è di introdurre l’inno nazionale.. chiudi solo quella fogna che hai al posto della bocca!
Elencando le autorità non ho dimenticato il Presidente del Consiglio: non c’era. Mi assale il disgusto. Arriva tardissimo, parla con il Presidente e sembra uno scolaro che arriva tardi. Ecchecazzo! Smorfie smorfiette. Ma porca puttana: mettiti una faccia seria o allegra ma non fare smorfie, non stare lì come se fossi sulle spine.
Vedo sfilare gli ex combattenti con il fazzoletto tricolore al collo, mi viene in mente che il Presidente del Consiglio.. lo ha indossato il 25 Aprile: voltastomaco.
Racconta le barzellette, fa battutte di cattivo gusto sulle donne, fa “Cucù” ad un Capo di Stato estero.
Dice che il problema dei rifiuti di Palermo è colpa di Orlando, non più in carica, se ben ricordo, da 7 anni. Ora il problema degli scioperi dei dipendenti dell’AMIA (la raccola dei rifiuti) è dovuto al fatto che non hanno più guanti, scarponi ed i loro mezzi sono sporchi, senza manutenzione e vetusti. Quindi è colpa di un tipo che non ha comprato i guanti e le scarpe 7 anni fa.. hai ragione.. sono io il coglione.
Non voglio tanto, vorrei solo non vergognarmi di essere italiano. Il Times dice che è un clown e per tutta risposta gli rinfaccia che sono influenzati dai giornali di sinistra.. si sa.. al Times di Lonrdra hanno tutti la tessera del partito conunista.. così come quelli di Economist e di un altro mezzo mondo.. ma ha ragione.. il coglione sono io.
GIURO che se si candida qualcuno della destra contro di lui lo voto.. GIURO! Ma per favore, toglietelo di mezzo.
Ogni tanto qualcuno del PD dice qualcosa di giusto. Bersani: “Vorremmo un Presidente del Consiglio che tenga un profilo più consono a coloro che rappresenta“. Bibbia!
